28.3.08


Giornate di sole bugiardo e poco tempo prima di partire.
Ho fretta di imparare nuovi giochi, ma questa musica non mi piace. E' colpa mia?
Pensavo di aver finito, speravo di essere arrivata, invece il cassetto è ancora pieno di fogli bianchi.
Ma i miei pastelli colorati hanno tutti la punta spezzata.
Come farò a disegnare quella scelta per cui nessuno mai ha avuto la pazienza di attendere?

Cambiamo senza capire, nemmeno ce ne accorgiamo.

Lo chiamiamo passato perchè passa,se ne va.
Dunque come dovremmo chiamarlo quando ritorna?

Sarebbe divertente riuscire a mantenersi in equilibrio su un piede, mentre tutto intorno traballa.
Guardarvi scivolare e ridere un po' di voi.
Io non cado, no, non più.
Io non cado, ormai sono incollata.
.
.
E poi? Quante stelle dovranno ancora cadere prima che qualcuno si fermi a raccoglierle?

3 commenti:

sara ha detto...

Spero non troppe.

Anonimo ha detto...

Ciao.
A quanto pare non sei cambiata. Perfida forse, ma non è certo un male. Irrealizzata, se è lecito definirti così. E' bello vedere che almeno qualcuno/qualcosa è rimasto/a uguale.

Anonimo ha detto...

digito "marlene kuntz" su google per cercare un testo e capito qui e scopro che mi piace da morire come scrivi, e che ascoltiamo la stessa musica.